Domande da porsi prima di pubblicare...

  • L’editore è facilmente identificabile e contattabile (via email, telefono e posta)? Verificare su Google Maps dove si trova la  sede dell’editore (talvolta viene fatto uso di indirizzi che in realtà sono semplici caselle postali)
  • I membri del comitato editoriale della rivista sono conosciuti nel proprio ambito di ricerca? Sul sito della rivista sono riportate informazioni sulle loro qualifiche accademiche?
  • Due o più riviste hanno lo stesso comitato editoriale? I membri sono solo due o tre? I membri del comitato editoriale provengono dallo stesso paese o vi è poca diversità di provenienza tra di loro?  (specialmente nei casi di riviste internazionali)
  • Le linee guida e le politiche editoriali della rivista sono chiare e trasparenti?
  • La rivista ha un ISSN e assegna un DOI agli articoli che pubblica?
  • La rivista è conosciuta tra i colleghi? Si sono letti alcuni articoli della rivista per sondarne il livello?
  • Gli ultimi articoli si trovano con facilità nell’archivio?
  • Il nome della rivista riflette la sua origine o è coerente con la sua mission?  Alcuni titoli sono vaghi e molto simili a quelli di altre rinomate riviste (misleading names come "Medical research archives" che copia il titolo della rivista di Elsevier "Archives of medical research")
  • Il processo di peer review è trasparente e chiaramente indicato? Tempi (brevi) e tassi (elevati) di accettazione dei manoscritti devono far suonare un campanello d’allarme. Su alcuni siti viene addirittura proposto l’accesso ad una  “corsia preferenziale” a pagamento per “beneficiare” di una revisione dei paper in tempi più rapidi (il paper viene quasi sempre accettato  e pubblicato)
  • La rivista è indicizzata in WoS, Scopus e PubMed? Alcuni editori fanno uso di falsi Impact Factor (attenzione ai Bogus journal metrics/misleading metrics)
  • La rivista ha una politica relativa alla conservazione digitale? (in caso negativo, qualora cessasse le pubblicazioni, il suo contenuto non sarebbe più fruibile in rete)
  • Sul sito è chiaramente indicata la presenza/assenza di tariffe per pubblicare un articolo? C’è trasparenza sui costi richiesti?
  • Se è previsto il pagamento di una fee viene anche richiesto il trasferimento di copyright all’editore? Esistono casi di richiesta di cessione del copyright addirittura  in fase di sottomissione del paper?
  • Attenzione alle pratiche di ingaggio: email ricevute scritte in forma discutibile, in tono informale, con errori di grammatica da un editore difficilmente identificabile (lo scopo è di “lusingare” il ricercatore a pubblicare su argomenti poco mirati)
  • L’editore fa uso di eccessiva pubblicità, fastidiosa per accedere ai contenuti del sito?
  • L’editore impiega risorse insufficienti per prevenire casi di plagio, auto-plagio, manipolazione delle immagini?
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