Cerca sul sito
Rubrica
Il Sistema Bibliotecario
Le Biblioteche del Politecnico
Consultazione archivi
Risorse elettroniche
Links
Biblioteche Italiane
Biblioteche Europee
Biblioteche nel mondo
Statistiche di accesso
Home page
Gruppo di Lavoro sul Libro Antico


Indicazioni per l'uso di maiuscole, minuscole, abbreviazioni, punteggiatura e lettere particolari.


I testi antichi, in particolare le cinquecentine, presentano problemi a causa degli usi fonetici e ortografici diversi da quelli attuali. E' necessario quindi che il catalogatore sappia esattamente come comportarsi in questi casi.

L'ISBD(A), nel punto 0.8 fornisce regole precise per l'uso di maiuscole, minuscole e di lettere particolari:
[…] lettere minuscole non si trascriveranno mai in maiuscole. Nella trascrizione di maiuscole in minuscole si seguirà l'uso (compreso quello dei segni diacritici) della pubblicazione che si descrive. Si raccomanda la regola seguente per la trascrizione di I, J, U,V, VV quando l'uso non è coerente:

  • I o J come i (ma IJ finali come ij e la maiuscola finale contratta I come I)
  • U e V come u (ma l'iniziale U e V come v)
  • VV come uu (ma vv iniziali)
Le lettere maiuscole gotiche nella forma J o U si trascrivono come I o V.

Per quanto riguarda le abbreviazioni (punto 0.6), è possibile sia sciogliere le legature, sia mantenerle con un segno grafico corrispondente (ad es. & con il significato di et).
Per la punteggiatura, il catalogatore può decidere se sostituire la punteggiatura del frontespizio con quella convenzionale, oppure se mantenere la doppia punteggiatura (punto 0.4.1).
La base dati SBN per il libro antico ha applicato sempre queste norme, anche per edizioni del secolo 18., quando gli usi ortografici erano consolidati. In realtà, esse sono previste solo in caso di uso non coerente, e quindi limitate al secolo 16. e, in taluni casi, al 17.
EDIT 16, il Censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, si adegua all'ISBD(A).
La differenza dalla forma moderna genera problemi per gli utenti, in quanto rende più difficile la ricerca di determinate opere: si rende quindi necessario il ricorso a titoli uniformi, la cui omissione può portare a confusioni.

Su di una linea diversa rispetto all'ISBD(A) si muovono le norme della Library of Congress Descriptive cataloging of rare books (DCRB), che prescrivono di riportare alla forma moderna le forme più antiche ed i diacritici, di sciogliere le legature e, per la conversione da maiuscole a minuscole, e viceversa, di seguire l'uso di ciascuno stampatore, come si evince dal resto del testo.
Solo se non si può stabilire un criterio, si segue, come ultima risorsa, la prescrizione di ISBD(A) riportata sopra.

L'ultimo apporto, in ambito italiano, a questa spinosa questione è fornito dalla Commissione che ha elaborato le Linee guida per la descrizione antiquaria, pubblicate dalla Regione Toscana nel 1999. La Commissione, di cui facevano parte illustri studiosi come Mauro Guerrini, professore universitario di biblioteconomia e Daniele Danesi, prima direttore della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia e poi della Biblioteca degli Intronati di Siena, ha fornito regole utilizzate nella preparazione del cd-rom LAIT (Libri antichi in Toscana), che comprende 91.307 schede di libri pubblicati dal 1501 al 1885, nel Catalogo delle edizioni del Cinquecento della Biblioteca Comunale “Renato Fucini” di Empoli, e nella catalogazione del materiale antico posseduto dal Sistema Bibliotecario Senese.
Le linee guida prevedono punteggiatura semplificata, troncamenti resi con punto fermo, anche quando sia presente un altro segno, e contrazioni sciolte. U e V sono trascritte secondo la fonetica moderna per maggiore uniformità di trascrizione.

Noi consigliamo ai catalogatori del Politecnico di seguire queste indicazioni, che rendono più chiara la lettura della scheda da parte dell'utente ed evitano il ricorso al titolo uniforme (campo UNIMARC 500) come chiave d'accesso obbligatoria per quei testi che presentano varianti.


© Copyright Servizi Centrali Informatici e Bibliotecari - Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino