3 aprile - giugno 2020

PoliCult

#PoliCult

 

Chiunque abbia confidenza con la lettura, chiunque legga al tempo stesso per dovere e per diletto, costruisce dentro di sé un patrimonio di parole, idee, suggestioni che aiuta a vivere i momenti migliori, ma anche i momenti peggiori della propria esistenza. Nata per accompagnare queste settimane di forzata reclusione domestica, la serie di videointerviste chiama a raccolta autori/lettori perché provino a condividere il piacere della lettura di un libro, proprio o altrui, che sia un classico senza tempo o un’opera fresca di stampa.

I think of myself as being essentially a reader. As you are aware, I have ventured into writing; but I think that what I have read is far more important than what I have written. For one reads what one likes – yet one writes not what one would like to write, but what one is able to write. (Jorge Luis Borges, A Poet’s Creed, in Id., The Craft of Verse: The Charles Eliot Norton Lectures 1967-1968, Cambridge (Mass.) - London: Harvard University Press, 2000, pp. 97-98.)

PROGRAMMA

3 aprile 2020 ore 17

Carlo Olmo rilegge quattro suoi libri (più uno) in dialogo con Sergio Pace

Carlo Olmo, professore emerito di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino, tra il 2010 e il 2020 presso l’editore Donzelli, ha pubblicato una complessa tetralogia dedicata all’esplorazione dei rapporti tra storia, storiografia, architettura e città, cui ha aggiunto una monografia sulla villa Savoye di Le Corbusier, caso di studio iconico del Novecento.

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10 aprile 2020 ore 17

Michael Jacob rilegge "La violence et le sacré" in dialogo con Sergio Pace

Violenza fisica, violenza verbale, sacralizzazione dell’eroe, ricerca del capro espiatorio: il virus, e molto altro ancora, raccontato da René Girard.

Michael Jakob, docente di Teoria e Storia del Paesaggio (Haute École du Paysage, d'Ingénierie et d’Architecture, Ginevra) legge René Girard, La violence et le sacré, Paris: Grasset, 1972; trad. it.: La violenza e il sacro, Milano: Adelphi, 1980 [la versione francese è presente al sito: https://epdf.pub/la-violence-et-le-sacre.html; la versione italiana è presente al sito https://kupdf.net/download/ren-eacute-girard-la-violenza-e-il-sacro_58d3fca7dc0d60426cc346ea_pdf#)

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17 aprile 2020 ore 17

Maurizio Ferraris rilegge I Promessi Sposi in dialogo con Sergio Pace

Maurizio Ferraris, docente di Filosofia Teoretica (Università degli Studi di Torino)

«In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo. Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s’è attaccata un’altra idea, l’idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l’idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro.
Non è, credo, necessario d’esser molto versato nella storia dell’idee e delle parole, per vedere che molte hanno fatto un simil corso.»

["I promessi sposi. Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni", Milano: Guglielmini e Redaelli, 1840, p. 602]

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24 aprile 2020

Mauro Berta rilegge il Viaggio intorno all mia camera (1794) di Xavier de Maistre, in dialogo con Sergio Pace
«Che tutti gli sfortunati, i malati, e gli annoiati dell’universo mi seguano, che tutti i pigri si alzino in piedi: e voi che elaborate, nell'animo vostro, sinistri progetti di riforma o di ritirata per qualche infedeltà; voi che, chiusi in un boudoir, rinunciate al mondo per la vita: amabili anacoreti d’una sera, venite anche voi, abbandonate queste idee nere, e credetemi: voi rinunciate a un istante di piacere, senza guadagnarne alcuno di saggezza; degnatevi d’accompagnarmi nel mio viaggio, cammineremo a piccoli passi, ridendo lungo il cammino dei viaggiatori che hanno visto Roma e Parigi; nessun ostacolo potrà fermarci, e, abbandonandoci piacevolmente alla nostra immaginazione, la seguiremo là dove le piacerà condurci»
Mauro Berta, docente di Composizione Architettonica e Urbana (Politecnico di Torino) legge Xavier de Maistre, Voyage autour de ma chambre, Torino: s.e., 1794 [in realtà, Lausanne: s.e., 1795]; prima trad. it.: Viaggio intorno alla mia camera, Milano: Manini, 1823 [la versione francese, nell’edizione pubblicata a Parigi: Dufart, 1796 è presente su questo sito.

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1 maggio 2020

Daniele Gouthier rilegge Sulle tracce di un sogno. Una storia vera, in dialogo con Sergio Pace.

Daniele Gouthier, matematico e docente presso il master in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati _ SISSA di Trieste. Nell’intervista abbiamo parlato del suo libro Sulle tracce di un sogno. Una storia vera, Milano: Bookabook, 2020. La ricerca dell’interprete si incaglia e Manikant, come estremo rimedio, chiede aiuto su Facebook per trovare persone di supporto nell’Inda orientale. Sua cugina Anupuma risponde dagli Stati Uniti e lo mette in contatto con Ganesh, un amico che lavora nell’export di tessuti a Noida - la moderna città satellite di Deòhi dove anche Manikant ha una casa - ma che è cresciuto in Bihar e ha molti amici laggiù. Ganesh si mette subito alla ricerca dell’interprete: non lo trova ma individua un medico disposto ad aiutare Naseem a trovare il villaggio.

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8 maggio 2020

Imma Forino rilegge il proprio libro La cucina. Storia culturale di un luogo domestico, (Torino: Einaudi, 2019), in dialogo con Sergio Pace

Imma Forino è professore ordinario di Architettura degli Interni e Allestimento presso il Politecnico di Milano.

«Tira vento. Stiamo in casa. La gatta ha fatto i gattini. Stiamo in casa. Devi infiascare il vino. Stiamo in casa. Hanno sparato contro un corteo. Stiamo in casa. Ci devono portare il televisore nuovo. Stiamo in casa. Mi sta arrivando il mal di pancia. Stiamo in casa. Pensiamo al viaggio da fare questa estate. Stiamo in casa. Ti voglio bene. Stiamo in casa». [Pubblicità della cucina “Night” (RB Rossana, 1977)].

... ma poi come è accaduto che molti di noi hanno deciso di passare la pandemia in cucina, magari impastando pagnotte, arrostendo melanzane, mantecando sughi?!

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15 maggio 2020

 Haohao Xu rilegge The City after Chinese New Towns, in dialogo con Sergio Pace

[In Cina] esistono più città nuove di quante se ne vedano. Dove sono i loro confini? Qual è il loro rapporto con i processi di urbanizzazione di cui fanno parte? Quali meccanismi economici, politici e progettuali li creano e li legittimano? A chi sono destinate le case, le strade, le stazioni, le start-up, i grattacieli e i centri commerciali? Che tipo di città e architettura è progettata e costruita in e da questi nuovi insediamenti? Quali ordini, regole e gerarchie esistono in questi spazi che, presi insieme, negano ciò che esiste e affermano una presunta novità?https://www.degruyter.com/view/title/540866

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22 maggio 2020

Roberto Caso presenta La rivoluzione incompiuta, in dialogo con F. Cappelluti e S. Pace

«Se si domanda a una persona di buon senso “a chi appartiene la scienza?”, penso che la risposta più probabile sia: “a tutti!”. Dietro il velo di una risposta istintiva e (apparentemente) superficiale si nasconde la storia dell’eterno conflitto tra apertura e chiusura della conoscenza, tra pubblicità e segretezza. Un conflitto che assume connotati peculiari nell’era digitale. All’alba dell’era di Internet una parte della comunità scientifica ha coltivato la speranza di potenziare il discorso scientifico e l’uso pubblico della ragione creando una rete democratica delle menti. [...] Abbattere barriere geografiche, infrangere confini artificiali tra discipline, demolire il muro tra la scienza ufficiale e quella amatoriale, dischiudere opportunità di accesso alle persone dei Paesi più poveri, accumulare un enorme bacino di risorse didattiche, consegnare alle generazioni future lo scibile umano sembravano traguardi a portata di mano. [...] Questa speranza oggi appare minacciata dalla mercificazione della conoscenza e dalle forze che mirano ad accentrare il potere decisionale nelle mani di pochi».
La «scienza aperta» come insieme di valori e non solo di tecniche può curare la crisi in cui versa la scienza? Vorremmo pensare di sì, investendo nell’insegnamento di una scienza pubblica e democratica «per formare nuove generazioni di persone (non solo scienziati) dotate di spirito critico e votate alla ricerca cooperativa della verità».

@Roberto Caso racconta il suo libro “La Rivoluzione Incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale”
https://www.ledizioni.it/prodotto/la-rivoluzione-incompiuta/

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