I dati associati alle pubblicazioni scientifiche

Fino al 2016  solo i progetti che aderivano su base volontaria all’”Open research data pilot” erano tenuti al deposito dei dati della ricerca. Dal 2017, per tutti i bandi di H2020, devono essere resi accessibili anche  gli underlying data, cioè i dati necessari per validare i risultati presentati in pubblicazioni scientifiche, compresi i metadati a questi associati, salvo una motivata decisione contraria.

Perchè Open Data?

  • Creare nuova ricerca favorendo la collaborazione tra ambiti disciplinari diversi
  • Evitare la dispersione e duplicazione degli sforzi
  • Avere a disposizione una quantità di dati che nessun ricercatore potrebbe raccogliere da solo
  • Scoprire dati e risultati non previsti dai ricercatori in fase iniziale
  • Poter riprodurre e verificare i risultati di ricerche precedenti
  • Accelerare l’innovazione e la competitività
  • Condividere i dati della ricerca per promuovere lo sviluppo nei paesi svantaggiati
  • Evitare la perdita di dati prodotti dalla ricerca e dalla sperimentazione (la probabilità che un set di dati di ricerca continui ad essere reperibile negli anni successivi alla pubblicazione diminuisce del 17% all’anno: Vines, T. H. et al., The Availability of Research Data Declines Rapidly with Article Age, Current Biology 24: 94–97, January 6, 2014)

Cosa depositare?

  • dati risultanti da osservazioni o originati da simulazioni
  • dati sperimentali
  • appunti di laboratorio
  • slide
  • file di programmi
  • questionari, interviste e risposte a test
  • modelli, algoritmi, programmi software, video, audio, immagini, standard, protocolli

Risorsa disponibile per la gestione dei propri dati: Open Lab Notebook

 

I dati dovrebbero essere depositati avvalendosi di licenze di tipo aperto (vedi le Creative Commons CC 0 o CC by) come richiesto nell’ambito di Horizon 2020.

Opting out

La Comunità Europea ha comunque previsto dei casi di opt out quando non sia possibile rendere pubblici i dati associati alle pubblicazioni scientifiche:

  • sfruttamento commerciale o industriale dei risultati della ricerca (brevetti)
  • problemi legati alla riservatezza/sicurezza del progetto
  • protezione dei dati personali o di dati sensibili
  • altre legittime ragioni

Dove depositare i dati della ricerca

I dati della ricerca devono essere depositati in archivi ad accesso aperto  come Zenodo, nato dalla collaborazione tra il CERN ed il progetto OpenAIRE.

Attualmente la maggior parte dei repository d’ateneo non è attrezzata per ospitare i dati associati alle pubblicazioni scientifiche.

Il registro dei repository dei dati della ricerca, re3data, è uno strumento preziosissimo che offre la possibilità di trovare l'archivio più appropriato per depositare i dati in base al proprio ambito disciplinare